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Fondo di garanzia, cos'è e come funziona...

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Il Fondo Nazionale di Garanzia, ex legge 662/96, è un fondo patrimoniale costituito dallo Stato Italiano e gestito da Medio Credito Centrale Spa, con l'obiettivo di agevolare l’accesso al credito delle PMI in possesso dei requisiti stabiliti dalla normativa.



La percentuale di copertura del fondo di garanzia è pari al 50% dell’importo del finanziamento erogato (per le imprese a conduzione e partecipazione prevalente femminile arriva al 70%) con un massimo garantibile di 1.500.000 euro (finaziamento massimo di 3.000.000 euro). Tale garanzia è esplicita, incondizionata ed irrevocabile; è inoltre diretta, nel senso che si riferisce ad una singola esposizione.

Le finalità a cui sono destinati i finanziamenti, devono essere concordate con la propria banca d'appoggio e possono essere: investimenti, liquidità, scorte, consolidamento passività, ecc.

La parte non garantita dal fondo di garanzia, vale a dire il 50% del finanziamento, può essere o meno coperta da garanzie personali o reali dell’imprenditore.
Chiarendo con un esempio possiamo dire che: a fronte di un finanziamento di 300.000 euro la copertura della garanzia di Stato è di 150.000 euro; la Banca sulla parte residuale di 150.000 euro può richiedere garanzie personali al Cliente. Se vengono invece richieste garanzie reali è prassi per l’ente gestore diminuire proporzionalmente la quota di copertura della garanzia dello Stato. Quindi, su 300.000 euro di finanziamento: 150.000 euro vengono garantiti dall’imprenditore con un pegno e 75.000 euro dallo Stato.

Lo Stato non entra del merito del tasso, che viene lasciato alla libera trattativa, ma fissa un range minimo e massimo sulla durata del piano di ammortamento: da 18 mesi a 10 anni, elevabile a 15 anni per le operazioni immobiliari.

La garanzia concessa dallo Stato non è gratuita: il costo è estremamente conveniente e varia a seconda della dimensione dell’impresa, micro, piccola e media, e della sua localizzazione; viene calcolato sul valore garantito una tantum. Nelle regioni in cui opera la Banca il costo varia dallo 0,25% per la micro impresa, allo 0,50% per la piccola impresa, fino all’1% per la media impresa.
Semplificando con un esempio il costo della garanzia per un finanziamento da 300.000 euro concesso ad una piccola impresa, avremo: 0,50% di 180.000 una sola volta, quindi non per tutto il piano di ammortamento, vale a dire 900 euro. A questa quota vanno aggiunte le classiche spese istruttorie dell’istituto di credito che si fa carico della gestione integrale della domanda di accesso al fondo.

La garanzia può essere richiesta solo dai soggetti finanziatiori: Banche e intermediari finanziari, Sfis (società finanziarie per l'innovazione e lo sviluppo) e Confidi (consorzi di garanzia collettiva). L’impresa non può presentare domanda autonomamente, ma solo attraverso uno di questi soggetti; è però beneficiaria della copertura.





I tempi di analisi e di delibera da parte dell’ente gestore MCC Spa, sono piuttosto rapidi in quanto, solitamente, vengono effettuati 2/3 comitati mese. Pertanto, è possibile ipotizzare un tempo totale, tra l’istruttoria della Banca e quella di MCC Spa, di circa un mese e mezzo.

I reali benefici per l’impresa possono intuirsi in modo semplice ed immediato: maggiore facilità di accesso al credito, diminuzione o azzeramento delle garanzie richieste a fronte di finanziamenti a medio lungo termine, preservazione del proprio patrimonio, abbassamento del costo del debito dovuto alla minor rischio di credito a carico delle Banche e del riequilibrio finanziario.
La garanzia viene erogata sulla base degli indici di rating degli ultimi 2 bilanci approvati o degli ultimi 2 modelli unici; si tratta quindi di un sistema automatico di valutazione basato su dati oggettivi.
Va detto che la garanzia è accessoria per tutti gli istituti di credito: questo significa che, indipendentemente dalla qualità e quantità delle garanzie, la banca deve valutare, come di consueto, la possibilità di rientro dei capitali, basandosi, oltre che su dati oggettivi, bilanci e centrale rischi, anche sulle finalità del finanziamento, sulle capacità dell’imprenditore e sul mercato in cui opera.

La banca non è obbligata in alcun modo a concedere un finanziamento anche in presenza della garanzia di Stato.

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