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La fusione dell'oro per ottenere l'oro puro

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L'oro puro, a 24 carati, fonde alla temperatura di 1063°C o 1945°F. Esistono due metodi per fondere oro, usati nel settore industriale – ma anche in casa – per ottenere oro puro da utilizzare per produrre nuovi gioielli o farne lingotti per conservarlo come deposito.



Nel secondo caso l'oro resta puro, in forma di barre per un prossimo utilizzo. Nel primo caso, invece, l'oro, metallo molto malleabile, viene fuso nuovamente assieme ad altri metalli, come argento, platino, per farne gioielli.

 

 

Come fondere l'oro? Informazioni generali

Il primo passo consiste nel separare le impurità dell'oro. I gioielli sono costituiti anche da pietre preziose, elementi in argento o altri metalli, che non possiamo fondere ovviamente assieme all'oro. Tutti questi elementi vanno eliminati, fino a ottenere un gioiello grezzo, formato da solo oro. Per rimuovere gli elementi in argento e altri materiali, specialmente le pietre, occorre usare strumenti adatti, come le pinzette, che consentono di afferrare la pietruzza e staccarla dal supporto d'oro.
Successivamente poniamo il nostro gioiello grezzo in un crogiolo, per esempio di porcellana. Assicuratevi prima che il contenitore resista all'alta temperatura: dovrà contenere appunto oro fuso a oltre 1000°C. Il contenitore, inoltre, dovrà essere in perfetto stato, senza crepe o fratture che possano causarne la rottura durante l'operazione di fusione.
Il crogiolo andrà poi inserito all'interno di una fornace.
Quando si raggiunge la liquefazione dell'oro, si versa l'oro liquefatto in uno stampo per ottenerne un lingotto. Si può usare anche uno stampo apposito per gioielli: dipende dall'uso che dobbiamo fare dell'oro.
A questo punto inizia la fase di raffreddamento: all'aria libera o immergendo il lingotto in acqua, metodo più veloce.
Il lingotto va poi pulito con un panno speciale.





Il processo Wohlwill per ottenere oro puro

Questo processo si basa sull'elettrolisi e fu sviluppato per la prima volta nel 1874 dal dottor Emil Wohlwill della Norddeutsche Affinerie di Amburgo. Il metodo si fonda sulla solubilità dell'oro e l'insolubilità dell'argento in una soluzione elettrolitica di cloruro aurico (AuCl3) in acido idrocolorico.

L'oro, che funziona come un anodo, viene immerso in una soluzione di acido cloroaurico. Grazie all'elettricità immessa e all'acido, l'oro tende a stendersi sotto forma di lamine a 24K sul catodo.

Con il processo Wohlwill possiamo ottenere oro più puro, pari al 99,999%, rispetto al metodo Miller, anche se richiede una consistente scorta di oro, maggior tempo e risulta più costoso.

Il processo Miller per ottenere oro puro

Uno dei metodi più popolari – sviluppato a Sydney Mint in Australia dal dottor F.B. Miller –consiste nel fondere i gioielli e renderli in forma di grani. Questi sono poi immessi in un crogiolo e fusi, producendo clorina che va a purificare gli ingredienti.

A differenza del processo Wohlwill, il Miller non utilizza quindi l'elettricità, ma un gas di clorina che passa attraverso un crogiolo di oro fuso che porta alla formazione di oro al 99,95% di purezza.

Il processo Miller risulta essere una tecnica più semplice, economica e veloce del Wohlwill e è quindi preferita.

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