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Cassazione: Utilizzare il bene comune per i tavolini da bar non è inopportuno

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Si possono collocare in un area condominiale i tavolini di un bar. Lo stabilisce la Cassazione. A patto però che quel tipo di utilizzo non si trasformi un un appropriazione in via esclusiva dell'area condominiale.



Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 23 gennaio 2012, n. 869

Svolgimento del processo

Con sentenza n. 194/2004 il Giudice di pace di Desio ha respinto l’impugnazione proposta dalla
s.n.c. Immobiliare Ferravilla avverso la deliberazione con cui l’assemblea del condominio S.Angelo
2 aveva deciso di confermare la revoca del permesso, concesso nel 1991 all’attrice, di occupare una
porzione del cortile comune con tavolini da bar.
Adito con appello principale dalla s.n.c. Ferravilla e incidentale dal condominio S. Angelo 2, il
Tribunale di Monza – sezione distaccata di Desio, con sentenza n. 125/2005, in riforma della
decisione di primo grado, ha dichiarato illegittima la deliberazione in questione.
Il condominio S. Angelo 2 ha proposto ricorso per cassazione, in base a tre motivi. La s.n.c.
Immobiliare Ferravilla non ha svolto difensive nel giudizio di legittimità.
Motivi della decisione
Con il primo motivo di ricorso il condominio S. Angelo 2 lamenta che il Tribunale ha erroneamente
ritenuto che la competenza in ordine alla domanda proposta dalla s.n.c. Immobiliare Ferravilla
spettasse al giudice di pace, così confermando il rigetto della relativa eccezione, che già era stata
sollevata e disattesa in primo grado.
La doglianza non è fondata, poiché la materia del contendere dedotta in giudizio dalla società attrice
concerne le modalità di uso di una cosa comune, come l’area condominiale oggetto della causa, in
ordine alla quale si discute tra le parti se possa essere – o non – utilizzata per la collocazione di
tavolini. SI verte dunque nell’ipotesi di cui all’art. 7, 3° comma, n. 2 c.p.c.: cfr. Cass 28 giugno
1995 n. 7295, pronunciata con riferimento a una fattispecie analoga a quella ora in considerazione.
Con il secondo motivo di ricorso il condominio S. Angelo 2 ribadisce la tesi, già prospettata nel
giudizio a quo e respinta dal Tribunale, secondo cui la s.n.c Immobiliare Ferravilla, avendo dato in
locazione a un terzo il proprio locale, era priva di legittimazione attiva.
L’assunto non è condivisibile, poichè il potere di impugnare le deliberazioni condominiali compete,
per il disposto dell’art. 1137 c.c., ai titolari di diritti reali sulle singole unità immobiliari, salvo che
nella particolare materia dei servizi di riscaldamento e di condizionamento d’aria, per la quale la
decisione e conseguentemente la facoltà di ricorrere al giudice, sono attribuite ai conduttori (v. Cass
18 agosto 1993 n. 8755).
Con il terzo motivo di ricorso il condominio S- Angelo 2 sostiene che il giudice di secondo grado
ha ingiustificatamente avallato un comportamento consistito nell’approvazione di un’area comune
per fini di utilità esclusiva.
Neppure questa censura può essere accolta.
Nella sentenza impugnata sono stati esposti i numerosi elementi che hanno indotto il Tribunale ad
escludere che la collocazione dei tavolini in questione, per la limitatezza dello spazio e del tempo
dell’occupazione, costituisca un uso improprio della cosa comune, tale da alterarne la destinazione
o da menomarne la possibilità di fruizione da parte degli altri condomini; il che del resto – ha
osservato ancora il Tribunale – neppure era stato dedotto dal condominio, il quale anche in giudizio
non aveva spiegato le ragioni dell’adozione della deliberazione in questione. A questi argomenti il
ricorrente null’altro ha opposto, se non la generica affermazione secondo cui si era trattato nella
specie della “autonoma decisione di un condomino di accorpare in via esclusiva un’area comune per
finalità esclusiva”, né ha mosso contestazioni di sorta circa l’esattezza di quanto sul punto si legge
nella sentenza impugnata, sicchè la doglianza in esame difetta del tutto del requisito della
specificità.

Il ricorso viene pertanto rigettato.Non vi è da provvedere sulle spese del giudizio di cassazione, nel quale la s.n.c. Immobiliare
Ferravilla non ha svolto attività difensive.


Dispositivo

La Corte rigetta il ricorso.