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Procedure standardizzate per la valutazione dei rischi

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Sono operative a tutti gli effetti, anche per le sanzioni, le procedure standardizzate per la valutazione del rischio nelle microimprese che occupano fino a 10 lavoratori. 



Con il Decreto Interministeriale del 30 novembre 2012 sono state recepite le procedure standardizzate di effettuazione della valutazione dei rischi di cui all’art.29, comma 5, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n.81 e s.m.i., ai sensi dell’art.6, comma 8, lettera f), del medesimo decreto legislativo.

Il 31 maggio 2013 è scaduto il termine entro cui era riconosciuta alle piccole imprese (cioè i datori di lavoro che occupano fino a 10 dipendenti) la facoltà di autocertificare la valutazione dei rischi (Vdr). Dal 1° giugno quindi è scattato anche per gli studi professionali l’obbligo di ricorrere alle procedure standardizzate, già applicate per le imprese di dimensioni più grandi (cioè alle aziende fino a 50 lavoratori) in alternativa alla procedura ordinaria di cui all’art. 28 del TU sulla sicurezza sul lavoro (Dlgs n. 81/2008).

Datore di lavoro, responsabile del servizio di protezione e prevenzione e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza hanno così nuovi adempimenti da fare e nuovi moduli da utilizzare per completare la nuova procedura definita dal TU sicurezza, da effettuarsi entro 90 giorni dall’inizio dell’attività in caso di costituzione di nuova impresa o nel termine di 30 giorni dalla specifica causale che obbliga all’aggiornamento del Documento di valutazione dei rischi (modifiche del processo produttivo o riorganizzazioni del lavoro significative per la salute e la sicurezza dei lavoratori, infortuni significativi o necessità alla stregua dei risultati della sorveglianza sanitaria).

In particolare la procedura standardizzata (obbligatoria dal 1° giugno per le imprese fino a dieci lavoratori, facoltativa per quelle dai dieci ai 50 lavoratori), si snoda attraverso 4 fasi:

- descrizione dell’azienda, del ciclo lavorativo, dell’attività e delle mansioni;
- individuazione dei pericoli presenti in azienda;
- valutazione dei rischi associati ai pericoli individuati ed identificazione delle misure di protezione e prevenzione attuate;
- definizione del programma di miglioramento.

E’ appena il caso di ricordare che si tratta di adempimenti importanti, perché l’elaborazione del Documento di valutazione dei rischi (Dvr) mette al riparo i datori di lavoro da eventuali contestazioni da parte dei servizi ispettivi e dalle conseguenti sanzioni.





Il datore di lavoro, per individuare tutti i rischi, dovrà avvalersi di professionisti abilitati. Secondo la legge però (articolo 34 del Testo unico) salvo che non siano svolte attività ad alto rischio (individuate dall'articolo 31, comma 6), il datore può svolgere direttamente i compiti propri del servizio di prevenzione e protezione (Rspp), di pronto soccorso, di prevenzione incendi e di evacuazione. Perché possa svolgere direttamente questi compiti, il datore deve aver frequentato corsi di formazione che, per il Rspp, abbiano una durata da 16 a 48 ore, adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi all'attività lavorativa.

 

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Sono operative a tutti gli effetti, anche per le sanzioni, le procedure standardizzate per la valutazione del rischio nelle microimprese che occupano fino a 10 lavoratori.