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Usura bancaria

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"ogni tre mesi la banca d’Italia stabilisce il tasso massimo d’interesse, detto anche “tasso soglia”"...



Uno degli argomenti che preferisco: usura bancaria, stanca di vedere sopprusi e stufa della situazione di restrizione in cui le banche fanno affondare l’economia con il merito d’essere spalleggiate da un governo inesistente!
Interessante la puntata di ieri delle Iene che ha dato importanza, come al solito, ad uno dei problemi più gravi della nostra economia: lo strozzinaggio bancario.

In una puntata delle Iene, Luigi Pelazza ha indagato sui tassi di interesse delle banche e ha rilevato che in molti casi, sui prestiti che le banche hanno fatto in questi ultimi 10 anni -soprattutto in caso di mutui- sono stati rilevati tassi di interesse da usura.

Molti di noi non fanno caso al prorpio conto corrente e non immaginano quanto costa sconfinare senza un fido.La situazione è molto grave, più di quanto uno possa immaginare. Molte volte ho la sensazione che le banche marcino su questa cosa, non concedono i fidi ma applicano tassi da usurai sugli scoperti ed ora vi farò degli esempi, con l’aiuto di un pò di fonti. Le commissioni previste dagli istituti bancari sullo scoperto di conto sono, di norma, poco trasparenti e i clienti tendono a non leggere le postille del contratto o a sottovalutarle.


Bisogna, invece, sottolineare che andare a secco con il proprio conto corrente può arrivare a costare 50 euro anche per un solo giorno.
Il passato decreto dell’ex ministro Bersani ha sostituito le vecchie commissioni sul massimo scoperto con norme atte ad attenuare il peso sul cittadino. Ad oggi non sembra, però, che sia cambiato molto rispetto a dieci anni orsono, anzi.

Andare in rosso sul conto corrente, quindi, costa molto. In merito è stata sviluppata un’indagine dall’Università Bocconi di Milano (pubblicata sul Corriere Economia), che ha preso in considerazione le prime sei banche italiane, analizzando due casi di sconfinamento extra-fido e senza-fido. In quest’ultimo caso si nota come i tassi nominali arrivino al 17% (Intesa Sanpaolo) mentre invece nel primo oscillano fra il 13,5% (Intesa) e il 16,6% (Unicredit).
Il conto scoperto sul conto corrente, quindi, costa maggiormente se non si ha un fido e, come sottolinea la ricerca della Bocconi, andando in negativo di 500 euro per un giorno, gli oneri arrivano a essere pari, ad esempio, a 50,23 euro conMontepaschi e a 25,19 euro con Bnl. Costi importanti, quindi, che possono aumentare anche per i clienti che godono di un fido ma lo superano: per 500 euro di rosso si arriva a pagare 25,19 euro se si sconfina per un giorno.

IL TASSO DI USURA -  ogni tre mesi la banca d’Italia stabilisce il tasso massimo d’interesse, detto anche “tasso soglia”, che le banche possono applicare ai loro clienti, quando questi chiedono un mutuo, un prestito o un fido. Quando questo tasso soglia viene superato, la banca commette un’usura e i clienti possono richiedere i soldi indietro per vie legali source
 

COME CAPIRE SE SI E’ OGGETTI A TASSO D’USURA - Per capire se si è stati oggetto di interessi da usura, per prima cosa è necessario recarsi in banca e richiedere l’estratto conto. Per legge la banca è obbligata a dare i documenti degli ultimi 10 anni, il  contratto  del conto corrente e il contratto di fido. Si possono controllare anche i conti correnti già chiusi, a meno che non siano passati più di 10 anni.

 





I MUTUI I POTECARI  E IL TASSO DI MORA - Almeno il 60% delle famiglie italiane hanno stipulato un mutuo per l’acquisto della casa. Il dott Basile , presidente onorario dell’associazione sos utenti ha riscontrato delle anomalie nel tasso di mora, ovvero quell’interesse che la banca si fa dare in più quando il mutuatario non riesce a pagare qualche rata. Infatti secondo il dr. Basile, anche il tasso di mora in molti casi supera il tasso soglia consentito dalla legge. Il contratto in questo caso è da considerarsi nullo, infatti, se sono convenuti interessi usurai, non sono dovuti interessi di nessun tipo. I contratti sono quindi illegittimi solo perchè firmati. Nel caso i cui un cliente avesse firmato un contratto di mutuo trentennale dieci anni fa  e ora accertasse il fatto che la banca abbia applicato interessi usurai, la banca sarà costretta a restituire gli interessi pagati negli ultimi 10 anni e nei rimanenti 20 anni non si dovranno pagare più interessi Sempre secondo  il dott. Basile, dalle statistiche esposte sul sito internet della Banca D’Italia, i mutui scritti nei bilanci delle banche ammontano a circa 800 miliardi di euro, gli interessi che mediamente le banche prendono da questi mutui, sono 40 miliardi all’anno. Se il 60% di questi contratti sono contratti capestri, significa che il 60% di questi 40 miliardi deve essere restituito a chi ha fatto il mutuo.
 

LA CASSAZIONE - L a sentenza di quest’anno della suprema corte di cassazione riassume il comportamento scorretto tenuto da alcune banche: ” se sono convenuti interessi usurarI la clausola è nulla e non sono dovuti interessi” Alcune famiglie alle quali la banca aveva messo all’asta la casa perché erano indietro con le rate del pagamento del mutuo, hanno ottenuto dal tribunale una sospensiva, come spiega Emanuele Argento, avvocato dell’associazione Sos utenti, perché ” in questi contratti di mutuo vi erano tassi di mora molto elevati che sono andati in usura e la procura della Repubblica ha dato ragione alle nostre tesi e ha dato un provvedimento di sospensiva”
 

LA BANCA D’ITALIA -  Secondo il dott. Barbagallo della Banca d’Italia, se gli ispettori della Banca D’Italia riscontrano alcune anomalie, è possibile sanzionare la banca per importi significativi. E’ possibile rivolgersi all’arbitro bancario e finanziario, una sorta di giudice che cerca di risolvere i problemi tra banca e cliente. Costa circa 20 euro e decide molto rapidamente, per cause fino a 100. mila euro. Nel casi in cui le banche non pagassero, i loro nomi verrebbero pubblicati sul sito dell’arbitro bancario, una sorta di lista nera. Secondo il Dott Barbagallo però, la banca deve restituire solo gli “interessi che sono stati corrisposti usurariamente” L’intervista viene però interrotta da un’addetta dell’ufficio stampa della Banca d’Italia, sostenendo che il dott. Barbagallo  non si può pronunciare sulla questione jn un programma televisivo, ma lo deve fare un arbitro bancario. Il giorno dopo, la iena Pelazza ha ricevuto una mail da un arbitro bancario di Napoli, che in poche righe non ha fatto altro che sostenere quello che la iena Pelazza stava sostenendo con il dr. Barbagallo.