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Commercio: negozi al dettaglio chiudono

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Fra 5 anni a rischio loro presenza nei comuni piccoli e medi



Nei primi quattro mesi del 2013 in Basilicata hanno chiuso 282 attivita' commerciali al dettaglio e ne sono state aperte 101 nuove, con un saldo negativo di 181 imprese ''in maggioranza ditte individuali''. I dati sono dell'Osservatorio sul commercio al dettaglio della Confesercenti: ''Di questo passo nei prossimi cinque anni in tanti piccoli e medi Comuni lucani non ci saranno piu' negozi'', ha detto il presidente provinciale di Potenza, Prospero Cassino.

Secondo l'ultimo bollettino della Camera di Commercio di Pisa sempre più negozi chiudono, le vendite tracollano, i consumi arretrano di 20 anni, il pessimismo trionfa.

A lanciare l'allarme è il direttore di Confcommercio Federico Pieragnoli: "Il veleno che uccide i negozi al dettaglio è una miscela drammatica composta di indifferenza, burocrazia e cecità. Le vittime invisibili di questo stilicidio sono commercianti e imprenditori, dipendenti e collaboratori, fornitori dell'indotto".

Si prevede che nel primo trimestre 2013 commercio e turismo registreranno un saldo negativo di 37 mila assunti in meno.

"Invisibili - prosegue Pieragnoli -  nessuno farà barricate e non ci saranno manifestazioni di solidarietà per questi lavoratori. Eppure è la stessa Europa a deplorare i gravi ostacoli al commercio al dettaglio, sottolineando la necessità di rimuoverli senza indugio.

E' l'Europa a sostenere che il dettaglio costituisce motore di crescita, competitività e occupazione, garantendo lavoro flessibile e dignitoso. Di questa Europa non si parla mai, perchè per molti dei nostri amministratori il commercio è solo un accessorio, in alcuni casi persino un fastidio.  Davanti a questaemergenza economica e sociale sarebbe fondamentale semplificare da un lato e ridurre le tasse dall'altro. Sindaci e amministratori locali fanno orecchie da mercante e invece di ridursi, l'imposizione fiscale aumenta anche a livello locale.

La burocrazia alimenta valanghe di pratiche per cose da nulla, mentre il fisco si mostra sempre più inflessibile contro una cetgoria assediata da balzelli tributari di ogni tipo e da studi di settore troppo spesso inapplicabili.

La concorrenza delle grandi superfici è aggravata da centri storici spesso inarrivabili, tra barriere e Ztl. I parcheggi cari, scarsi e dislocati lontano, incentivi, sostegno ai canoni d'affitto e sgravi fiscali restano invece nel libro dei sogni. Così, chi potrebbe fare qualcosa gira le spalle altrove e per i negozi il rischio estinzione è sempre più concreto”.