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Cassazione: rimozione di opere realizzate in centro residenziale in assenza di autorizzazione condominiale e in mancanza di decoro architettonico

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Corte di Cassazione Civile, sezione seconda, sentenza n. 18350 del 31 Luglio 2013.



Nella presente sentenza, alcuni condomini ricorrono contro una società, titolare di un esercizio commerciale sito all'interno dello stesso condominio, che per esigenze ha realizzato uan canna fumaria mediante l'ausilio di materiali difformi rispetto alle componenti essenziali dell'edificio oltre al posizionamento della stessa in luogo non idoneo che andava a ledere il decoro architettonico dello stabile.

La Corte di Cassazione ha rilevato che la canna fumaira, nella fattispecie, non corrisponde ad una vera e propria innovazione ma è in realtà una mera sostituzione e in tal caso la società e/o il responsabile dell'opera deve attenersi rigorosamente ai canoni architettonici dell'edificio esistente.





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L'articolo 7 del T.U. sull'immigrazione stabilisce che "Chiunque, a qualsiasi titolo - sia a pagamento sia gratuitamente a titolo di ospitalità anche precaria - dà alloggio ad uno straniero o apolide, anche se parente o affine, o lo assume per qualsiasi causa alle proprie dipendenze, ovvero cede allo stesso la proprietà o il godimento di beni immobili - siano essi rustici o urbani - posti nel territorio dello stato, è tenuto a darne comunicazione scritta entro 48 ore all' autorità locale di pubblica sicurezza". "La comunicazione - precisa il comma 2 dello stesso articolo 7 - comprende le generalità del denunciante, quelle dello straniero o apolide, gli estremi del passaporto o del documento di identificazione che lo riguardano, l'esatta ubicazione dell'immobile ceduto o in cui la persona è alloggiata, ospitata, o ove presta servizio e il titolo per il quale la comunicazione è dovuta".