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Cassazione: quali sono i poteri dell'amministratore nel compiere gli atti conservativi relativi alle parti comuni ?

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Ma non essendo ben specificati i limiti, quali sono i poteri che l'amministratore può esercitare a tutela dei beni comuni e di conseguenza quali sono esercitabili solo a seguito del rilascio di un mandato specifico?



Nel codice civile, all'art. 1130, sono elencati i poteri ed i doveri dell'amministratore di condominio tra i quali troviamo che l'amministratore deve  "compiere gli atti conservativi relativi alle parti comuni dell'edificio".

 

Ma non essendo ben specificati i limiti, quali sono i poteri che l'amministratore può esercitare a tutela dei beni comuni e di conseguenza quali sono esercitabili solo a seguito del rilascio di un mandato specifico?

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18653 del 2013, ha voluto dare una risposta a tale questione. In particolare il caso riguardava un amministratore di condominio che aveva proposto sia azione di responsabilità contro il costruttore (ex art. 1669 cod. civ.) e sia azione di risarcimento danni non solo per il ristoro del danno subito dalle parti comuni, ma anche per le singole unità abitative di proprietà esclusiva dei singoli condomini.

 

La Cassazione ha enunciato il principio di diritto secondo il quale "in tema di condominio, la legittimazione dell'amministratore derivante dall'art. 1130, primo comma, n. 4, c.c. - a compiere gli atti conservativi dei diritti inerenti alle parti comuni dell'edificio - gli consente di promuovere azione di responsabilità, ai sensi dell'art. 1669 c.c. nei confronti del costruttore a tutela dell'edificio nella sua unitarietà, ma non di proporre, in difetto di mandato rappresentativo dei singoli condomini, delle azioni risarcitorie per i danni subiti nelle unità immobiliari di loro proprietà esclusiva".





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