Articolo precedente
Prossimo articolo
Breaking News

Cassazione: autovelox nascosto ? ... TRUFFA ...

Articolo  0 commenti




Secondo la Suprema Corte: “un bene avente natura lecita (in quanto regolarmente tarato e conforme ai paradigmi normativi) non può seguire la sorte processuale dei presunti autori che di quel bene hanno fatto un uso illecito. Sussiste, innanzitutto, un rapporto di strumentalità tra i beni sequestrati e il reato di truffa per cui si procede, considerato che gli autovelox costituiscono lo strumento delle attività illecite accertate ed enunciate nella prospettazione accusatoria (truffa consistente nella rilevazione di velocità attraverso autovelox posizionati in modo da essere occultati agli ignari automobilisti), a nulla valendo che la “res” impiegata per commettere la truffa abbia natura lecita, allorché assolva, nell’ordito truffaldino, una valenza causale ai fini della realizzazione del reato. Di conseguenza, gli autovelox si prestano, proprio in ragione di tale nesso di interdipendenza con il reato, a essere assoggettati a vincolo reale sia quale corpo dei reato (“le cose mediante le quali il reato è stato commesso”) sia quale cosa pertinente al reato la cui libera disponibilità può agevolare la commissione di altri reati della stessa specie di quello per cui si procede.”



Non ci vuole molto a capire che spesso i comuni utilizzano l’occultamento degli autovelox solo ed esclusivamente con l’unico scopo di “far cassa” ma, con la sentenza della seconda sezione penale della corte di cassazione, numero 22158 del 23 maggio 2013, può essere perseguita per truffa la società che fornisce e ed esegue il posizionamento dell’autovelox in autovetture in modo tale da essere occultati agli ignari automobilisti.

Nella fattispecie è stato ritenuto legittimo il sequestro della strumentazione, nonostante la “regolarità” della stessa.





Leggi e Sentenze

Cassazione: etilometro... scontrino corretto a penna? ...integra una mera irregolarità...  0  1413

La Corte di Cassazione, nella sentenza n. 21064 del 2013, ha affermato che la correzione dell'orario indicato sugli scontrini rilasciati dall'etilometro utilizzato per il controllo del tasso alcolemico, non accompagnato dalla redazione di uno specifico verbale volto a documentare le operazioni di correzione di cui si tratta, integra una mera irregolarità”.