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Emendamento della Di Giorgi: concerti dal vivo più facili e senza la SIAE

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Finalmente l'emendamento presentato dalla Di Giorgi per incentivare la musica dal vivo.



Potrebbe essere il momento della svolta. Quella svolta che tanti artisti, gestori di locali piccoli e grandi, organizzatori professionali o meno, hanno aspettato.
Ma partiamo con ordine. Ecco il comunicato ufficiale della deputata Rosa di Giorgio direttamente dal suo sito internet:

“La musica dal vivo, con un massimo di 200 partecipanti, può essere eseguita senza più particolari licenze, ma con una semplice segnalazione ad uno sportello del proprio Comune”.

E' un piccolo passo del emendamento presentato al interno del decreto del "Fare" del governo Letta che punta a rivoluzionare il mondo della musica dilettantistica a costo zero. I locali avrebbero la possibilità di aumentare la propria offerta di musica dal vivo (vicinato permettendo nda) e per concerti con meno di 200 persone dichiarate non ci sarebbe nemmeno il fantomatico papiro della SIAE da comprare e da compilare a fine serata. Insomma, una grande notizia per chi vuole promuovere il proprio locale, le proprie serate e la propria musica.

Ora chiediamo al Governo un ulteriore passo in avanti: prima di tutto sistemare a livello nazionale i limiti di inquinamento sonoro. Spesso locali piccoli o grandi che siano si trovano sotto scacco per qualche povero cittadino sicuramente frustrato e triste, che con insistenti chiamate alle forze dell'ordine cerca di interrompere un concerto o uno spettacolo. Fermi nel dire che il rispetto per il riposo e per la pace in casa propria è fondamentale per convivere tutti in maniera serena e civile, la mancanza di un vero garante che difenda ed imponga una sorta di "deadline" fra chi sta facendo casino oltre gli orari permessi e chi invece è solo un cittadino a cui consigliare della valeriana per addormentassi.

In secondo ed in ultimo luogo, mettere le mani sulla SIAE. Un mostro che ci costa milioni di euro l'anno (Sì, certo. E' piena di debiti! che pensavi? nda) e che non ripartisce in maniera coerente le royalties fra i musicisti.

Nel frattempo non ci resta che dire: "Buona la prima". Speriamo solo che il rinnovamento non si fermi qui.

(Fonte: KIKLIVE)