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Cassazione: offrire 10,00 Euro agli agenti della stradale per evitare una multa non costituisce corruzione...

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...il tentativo di un automobilista di convincere due agenti della polizia stradale a non multarlo per un'infrazione al codice della strada gli era costato una condanna da parte dei giudici di merito per istigazione alla corruzione...



Cassazione penale Sez. VI, Sent., (ud. 29-01-2013) 15-02-2013, n. 7505

 

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONE SESTA PENALE

ha pronunciato la seguente:
sentenza

1. D.D.E., per il tramite del difensore fiduciario, propone ricorso avverso la sentenza
emessa dalla Corte di Appello Napoli con la quale, ad integrale riforma della assoluzione
resa in primo grado dal Tribunale di Sant'Angelo dei Lombardi, il ricorrente è stato
condannato alla pena ritenuta di giustizio per la contestata violazione del disposto di cui
all'art. 322 c.p.p..
2. Al ricorrente è stato contestato di aver offerto a due agenti della polizia stradale la
somma di Euro 10,00 al fine di indurli a compiere un atto contrario al proprio dovere di
ufficio e più precisamente l'omettere la contestazione dell'infrazione al codice della strada
appena commessa dal D.D.. Condotta concretatasi nel porre la banconota in vista nella
carta di circolazione consegnata ai due agenti, profferendo al contempo all'indirizzo degli
stessi la frase "lassate stare e pigliatevi nu cafè", ripetuta con insistenza.
3. Con la sentenza impugnata, la Corte distrettuale, andando di diverso avviso rispetto alla
valutazione resa in primo grado, ha ritenuto l'offerta, per quanto avente ad oggetto una
somma modesta, potenzialmente idonea a realizzare lo scopo conseguito dall'autore avuto riguardo alla circostanze concrete che ebbero a connotare la condotta e in particolare alla
reiterate insistenze del D.D. volte ad evitare la contestazione di una semplice
contravvenzione che solo le parti offese avrebbero potuto verbalizzare.
4. Con il presente ricorso la difesa lamenta erronea applicazione della legge penale, per
avere la Corte sussunto il fatto nella contestata ipotesi dell'art. 322, comma 2 quando lo
stesso andava ricondotto piuttosto all'egida dell'abrogato art. 341 c.p. nonché difetto di
motivazione. Secondo la difesa l'offerta formulata dal D. D. in direzione dei due agenti
non presentava, per la risibilità della somma proposta per le qualità personali del
destinatario e per la sua posizione economica, il connotato della serietà, indispensabile per
poterla ritenere idonea, potenzialmente e funzionalmente, ad indurre il destinatario a
compiere l'atto contrario a suoi doveri d'ufficio, concretando effettivamente il pericolo che
lo stesso possa decidere di accertarla. Nella specie peraltro la Corte, a differenza del
Giudice di primo grado, avrebbe omesso di tenere nella dovuta considerazione le qualità
soggettive e culturali dell'agente, tali da non consentirgli di apprendere appieno
l'illegittimità del gesto e funzionali semmai a ricostruire la vicenda in un ambito
maggiormente affine al disprezzo mostrato nei confronti della funzione svolta dai due
agenti, così da integrare al più l'ipotesi abrogata dell'oltraggio ex art. 341 c.p.. La Corte,
peraltro, avrebbe travisato il dato probatorio emergente dalle deposizioni orali mentre il
riferimento alla insistenza, segnalata quale indice determinante per valutare l'idoneità
dell'offerta a concretare il pericolo della accettazione, costituirebbe piuttosto indice della
assoluta incapacità di percepire il disvalore del gesto.
5. Il ricorso è fondato e impone l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata
perché il fatto non sussiste.
Ritiene infatti la Corte, in linea con un recente arresto di questa stessa sezione che qui
pedissequamente si richiama (Sez. 6, Sentenza n. 3176 del 11/01/2012, Rv. 251577) che le
connotazioni complessive del fatto, apprezzate unitamente all'entità della somma offerta,
consentano una decisione di annullamento senza rinvio della gravata sentenza.
Invero, in tema di istigazione alla corruzione, di cui all'art. 322 c.p., la serietà dell'offerta e
quindi la sua potenzialità conduttiva va necessariamente correlata alla controprestazione
richiesta, alle condizioni dell'offerente e del soggetto pubblico, nonché alle circostanze di
tempo e di luogo in cui l'episodio si colloca. Ritiene la Corte che, nella specie, l'esibizione
della somma di Euro 10,00, corrispondenti ad una utilità pari a Euro 5 per ciascuno dei
pubblici ufficiali operanti e destinatari dell'istigazione, al fine di far loro omettere - e
quindi in concreto impedire - la preannunciata contravvenzione, per la sua palese
irrisorietà, possa semmai configurare il reato di oltraggio, per l'implicita offesa all'onore ed
al prestigio del pubblico ufficiale destinatario della dazione stessa. Trattasi peraltro di fatto
posto in essere in tempo antecedente alla novella L. 15 luglio 2009, n. 94, in vigore dall'8
agosto 2009, la quale ha introdotto all'art. 1, la previsione del delitto di "oltraggio a
pubblico ufficiale", oggi previsto e punito dall'art. 341 bis c.p..Ne deriva pertanto l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata perché il fatto
non sussiste.


PQM


Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perché il fatto non sussiste.
Così deciso in Roma, il 29 gennaio 2013.
Depositato in Cancelleria il 15 febbraio 2013 





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