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Come proteggere le soluzioni cloud dai ransomware

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Anche le soluzioni cloud possono essere vittima dei ransomware. Per metterle al sicuro, sono necessari backup frequenti e un buon controllo degli accessi.



Anche le soluzioni cloud possono essere vittima dei ransomware. Per metterle al sicuro, sono necessari backup frequenti e un buon controllo degli accessi.

 

Le soluzioni cloud sono uno degli strumenti principali per mettere al sicuro i dati dai famosi ransomware, quei malware capaci di bloccare un file e “sbloccarlo” solo dietro ad un pagamento. Ma cosa succede quando è lo stesso cloud ad essere preso di mira da queste minacce?

 

Un report di Netskope ha infatti messo in evidenza come il 43,7% dei malware che colpiscono i cloud contiene un ransomware. Cosa vuol dire questo?

 

La minaccia alle soluzioni cloud

 

Attraverso exploit PDF e di Javascript e le azioni di phising, i ransomware riescono ad accedere anche ai file contenuti sulle piattaforme cloud, arrivando ad infettarne in media 26 per ogni azienda.

 

L’aspetto più preoccupante è la condivisione pubblica dei file infettanti (55,9%), i quali rischiano non solo di causare un danno economico attraverso la richiesta di riscatto, ma anche di ledere le aziende bloccandone l’accesso ai file e, di conseguenza, l’operatività, così come la reputazione.

 

Quali soluzioni adottare?

 

Il grosso problema con questo genere di minacce è la difficoltà nel riuscire ad individuarle prima che colpiscano. Per questo è necessario agire in maniera preventiva. Nello specifico, sono consigliabili 3 approcci:

 

  • Formazione del personale
    Come detto in precedenza, in alcuni casi i ransomware accedono ai dati attraverso azioni di phishing. Per prevenire questa eventualità, è necessario formare il personale in modo che impari a riconoscere i messaggi sospetti, così come ad evitare di caricare sul cloud file di dubbia provenienza.
     
  • Utilizzo del back-up
    Back-up frequenti di tutto il materiale contenuto sul cloud assicurano di poter recuperare una copia non infetta dei file e di eliminare la versione bloccata, scongiurando così il rischio di non poter più disporre dei documenti o, peggio ancora, quello che i file colpiti infettino anche altri utenti che accedono al server.
     
  • Utilizzo di sistemi per il controllo degli accessi

Strumenti come i Cloud Access Security Broker consentono di effettuare un controllo degli accessi dai vari dispositivi, profilandoli e bloccando quelli sospetti ed evitando il caricamento di materiale infettivo.

 

 

L’importanza di scegliere un buon cloud

 

Oltre alle soluzioni elencate sopra, la sicurezza dei dati passa anche dalla scelta di un buon sistema cloud, che assicuri la possibilità di monitorare gli accessi ed effettuare back-up frequenti.

 

Una buona sceltà è quella del servizio offerto da First Point Srl, azienda di Fidenza che mette a disposizione soluzioni cloud e servizi di cloud computing personalizzabili per ogni esigenza aziendale. Implementando tali sistemi si avrà la certezza di poter migrare tutto il proprio materiale su uno spazio cloud assistiti da strumenti di log management, back-up verificato e azioni di messa in sicurezza del server